Da qualche anno a questa parte ho a che fare col mondo degli amplificatori per chitarre. Lo devo ad un amico, perchè di mio, di schede elettroniche e pendenze, ne capisco poco. Si era partiti dalla semplice riparazione di arnesi più o meno costosi, più o meno vecchi, più o meno vintage (e su questo termine in particolare, un giorno dirò che ne penso), passando poi alla progettazione e , infine, realizzazione di una linea di testate per chitarra. Anche di questa parlerò in futuro, spero prossimo, ma quello che volevo mostrarvi adesso fa parte di quelle cose per cui l’amico di cui sopra mi chiede aiuto di tanto in tanto. E’ da un po’ che si vorrebbe fare un filmato da far girare per la rete, che descriva in pochi minuti l’idea, il modo, di lavoro che si ha da noi. Chi una cosa del genere l’ha già fatta, aggiudicandosi la palma del miglior video, è la Mesa Boogie. Si inquadrano spesso le mani, si avverte la fatica del forare e del levigare il legno, si sente l’odore della segatura. Sembra quasi che da quelle parti tutto si faccia di persona, che le si crescano quelle testate e casse. Sembra, perchè poi tutti noi sappiamo che non è così. Ad ogni modo, a voi, Spirit of Art.
Avevo una casetta piccolina in Canadà
•24 ottobre 2009 • Lascia un commentoEd era pure piacevole, a dire il vero. Ma se ho un difetto, tra tutti gl’altri, che è più un capriccio che altro, è quello di voler cambiare costantemente. E mi sono seduto qui, fino a che non mi stancherò anche di questo, e da qui ciancerò di musica, perlopiù. Perchè è questo che mi interessa adesso, e perchè in fondo è un argomento tanto arbitrario quanto il guanciale sulla carbonara: la tradizione vorrebbe quello, ma se non ce l’hai in casa e nel frigo t’avanza del prosciutto, va bene lo stesso. In fondo, dipende dalla fame che c’hai.
